
Ecco il sommario settimanale in italiano delle nostre notizie dal mondo dei beni culturali ebraici in Europa.
Ungheria: speranza per la restaurazione della sinagoga di Kővágóörs, da tempo abbandonata

3 aprile 2020
La sinagoga di Kővágóörs, un villaggio poco distante dalla costa nord del lago Balaton, in Ungheria, è finalmente pronta per essere ristrutturata. Infatti, una fondazione nata l’anno scorso ha comprato l’edificio da tempo abbandonato, pianificandone la ristrutturazione per poi utilizzarlo in futuro sia come sinagoga che come centro culturale.
La fondazione ha acquisito l’immobile della sinagoga per circa 80.000 euro. Csaba Kelemen, uno dei quattro membri del direttivo della fondazione, ha stimato una spesa complessiva di minimo 400.000 euro per la ristrutturazione della sinagoga (costruita intorno al 1822, e ristrutturata nel tardo XIX secolo), anche se un piano definitivo di recupero dell’immobile è ancora in fase di studio.
Dopo la Seconda guerra mondiale la sinagoga divenne un deposito dell’AFESZ, rivenditore d’alimentari di stato, per poi cambiare molte volte di proprietario, fino a rimanere senza uso. Nel 1985 la sinagoga è stata dichiarata monumento nazionale.
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Risorse virtuali in tempo di isolamento (Episodio 4) – Pesach sta arrivando! Fai un viaggio virtuale nel mondo delle Haggadot medievali illuminate (e altre cose da scoprire)!
Benvenuti nel quarto episodio di “Beni culturali ebraici: edizione quarantena”. Con Pesach che avrà inizio mercoledì sera, abbiamo deciso di dedicare l’ episodio a questa festività, principalmente con Haggadot medievali illuminate, e molto altro!
All’interno dell’articolo troverete i link per accedere alle mostre virtuali sulle Haggadot medievali della Catalogna, sulla famosa Haggadah di Sarajevo, sul quartiere ebraico medievale di Barcellona, su Pesach prima, durante e dopo la Shoah, e su Haggadot scritte a mano. Inoltre, troverete link a lezioni, conferenze e gallerie fotografiche dedicate al tema di Pesach e alle Haggadot.
Rimanete a casa – ma esplorate!
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JHE Long(er) Read: Ecuador – Beni culturali ebraici (europei) in un “paese sconosciuto”

1° aprile 2020
In questa “Long(er) Read”, pubblicata nella sezione cimiteri del sito di JHE, vi portiamo un po’ fuori dal nostro focus geografico… in America Latina.
Il collaboratore di JHE Michele Migliori ha recentemente passato un mese in Ecuador, dove ha trovato il tempo di visitare e documentare i cimiteri ebraici del paese Andino, che testimoniano la storia e le origini europee, piuttosto recenti, della comunità ebraica.
Tra il 1933 e il 1950 l’Ecuador ha riconosciuto il diritto d’asilo a 4.000 ebrei europei. Nei cimiteri ebraici del paese – a Quito, Guayaquil e Cuenca, gli epitaffi e le lapidi raccontano storie drammatiche d’emigrazione.
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Lituania: nuovo libro online documenta il cimitero ebraico di Alytus. Tutti gli epitaffi sono stati fotografati e tradotti
Un nuovo libro offre una documentazione dettagliata dello storico (e unico restante) cimitero ebraico di Alytus, in Lituania, con una breve storia della comunità ebraica, una mappa del cimitero, e fotografie e traduzioni delle 99 lapidi con epitaffi leggibili o parzialmente leggibili.
Il cimitero ebraico contiene circa 200 lapidi ed i loro frammenti. La lapide più antica risale al 1790, la più recente al 1937.
Il libro è il risultato degli sforzi del liceo Adolfas Ramanauskas-Vanagas e dei suoi studenti, del comune di Alytus, di MACEVA Lithuanian Jewish Cemetery Project, e del Museo Etnografico di Alytus.
Il libro può essere letto online, ma non scaricato.
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“Synagogues Seeking Heaven” – scarica il pdf del capitolo sul prolifico architetto sinagogale Lipot Baumhorn, tratto dal libro della direttrice di JHE
30 marzo 2020
Quest’anno si celebra il 160esimo anniversario della nascita del prolifico architetto sinagogale ungherese Lipot Baumhorn. In onore di questa ricorrenza, pubblichiamo il pdf del capitolo su Baumhorn – “Synagogues Seeking Heaven” – tratto dal libro del 1994 di Ruth Ellen Gruber, direttrice di JHE, intitolato “Upon the Doorposts of Thy House”.

Il capitolo è la cronaca di un viaggio all’insegna della scoperta nonché, molto probabilmente, il primo riconoscimento di Baumhorn in lingua inglese. Ruth ha iniziato a ricercare Baumhorn ed il suo lavoro più di 30 anni fa, nel 1989, visitando per la prima volta il suo capolavoro, la Nuova Sinagoga di Szeged.
Molto è cambiato rispetto a ciò che Ruth Ellen Gruber aveva scritto all’epoca. Alcune delle sinagoghe di Baumhorn sono state ristrutturate, o virtualmente ricostruite, e la sua lapide, al cimitero ebraico di Via Kozma a Budapest, è stata ristrutturata. Baumhorn ed il suo lavoro architettonico sono diventati temi di ricerca e studio, con persone che oggi basano il proprio dottorato su di lui. Ma, allo stesso tempo, molte cose non sono cambiate, a partire dalla sinagoga Fabric di Timisoara, in Romania, che rimane in stato di abbandono e serio deterioramento.
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