“MANAGING JEWISH IMMOVABLE HERITAGE IN EUROPE”
“Gestire il patrimonio culturale ebraico immobile in Europa”: Seminario di lavoro su progetti, sfide, e visione strategica”
23-25 aprile 2013, Cracovia, Polonia
Di seguito proponiamo una breve sintesi del seminario, che ha riunito approssimativamente 100 partecipanti da circa 20 paesi diversi.
Inoltre, abbiamo postato il Brochure il testo (o presentazioni power point) di alcune delle presentazioni che sono state pronunciate, oltre che fotografie, materiali multimediali, video reportage e altri materiali.
I video delle tre sessioni plenarie tenutesi alla Sinagoga Tempel ed i video dei seminari tenutisi in parallelo, possono essere visionati cliccando su questo link
COSA:
un seminario di lavoro di tre giorni aperto solo su invito, e pensato per la discussione di un’ampia serie di tematiche, sfide, strategie, e successi legati alla cura, manutenzione, preservazione, utilizzo e promozione del patrimonio culturale ebraico immobile. Il seminario in questione è stato il diretto seguito di quello tenutosi a Bratislava nel 2009 sulla gestione del patrimonio culturale ebraico, dal quale è stata prodotta la Dichiarazione di Bratislava, che include raccomandazioni di buone pratiche.
PERCHE’:
a partire dalla caduta della cortina di ferro, la restituzione delle proprietà ebraiche sequestrate dai nazisti o nazionalizzate dai regimi comunisti del dopoguerra è stata una tematica sensibile a livello internazionale. Tuttavia, le lente e spesso dolorose battaglie legali volte alla loro restituzione hanno spesso offuscato urgenti questioni di carattere pratico, tra cui il cosa fare di queste proprietà, che siano queste possedute dalle comunità ebraiche o da altri. Molte di queste proprietà sono enorme, molte fatiscenti, e molte sono riconosciute come siti storici. Però, la maggior parte di queste si trovano in città dove pochi ebrei, se non nessuno, ancora vi vivono. Anche la più basica cura e manutenzione può estendere le già limitate risorse finanziarie e professionali. Come preservare, gestire e promuovere queste proprietà storiche ebraiche è una questione chiave affrontata dalle comunità ebraiche, dagli enti civili, da organizzazioni non governative, governi, comuni, attivisti locali ed altri.
CHI:
circa 100 invitati provenienti da approssimativamente 20 paesi, tra cui esperti del settore ed una varietà di altri diretti interessati: rappresentanti delle comunità ebraiche, attivisti, ONG, enti civili, finanziatori, ricercatori, funzionari del governo, ecc.
Il seminario è stato indetto dalla Fondazione Rothschild Hanadiv Europe, la Fondazione David Berg, la Fondazione Cahnman, l’American Jewish Joint Distribution Committee, il World Monuments Fund, la Fondazione Taube, in cooperazione con la Fondazione per la Preservazione del Patrimonio culturale Ebraico in Polonia, il Centro comunitario ebraico di Cracovia, il Museo ebraico della Galizia a Cracovia, e il Consiglio Europeo delle Comunità ebraiche. Ha presenziato anche la U.S Commission for the Preservation of America’s Heritage Abroad.
TEMATICHE:
le sessioni del seminario hanno esaminato le tematiche e raccomandazioni emerse dall’incontro di Bratislava, espresse nella dichiarazione finale di buone pratiche conosciuta come Bratislava Statement. Le sessioni del seminario hanno anche preso in considerazione le nuove condizioni presentatesi nell’arco degli ultimi quattro anni — tra cui gli sviluppi delle nuove tecnologie, la crisi economica e il cambio delle possibilità di finanziamento, il cambio di mentalità a livello locale, ecc. – e ha guardato verso il futuro.
L’incontro ha incluso una discussione generale così come seminari tematici, e ha anche previsto una gita di mezza giornata con lo scopo di visitare alcune soluzioni per i beni culturali ebraici nei pressi di Cracovia, ossia: la sinagoga a Dabrowa Tarnowska (restaurata come museo) e la sinagoga di Dzialoszyce (preservata come rovina).
I temi focali della discussione sono stati:
- Condivisione delle esperienze/visione strategica: anche se ogni situazione è specifica, esistono molti problemi e bisogni comuni che possono essere affrontati collettivamente. È importante rendersi conto che vi sono anche soluzioni comuni che possono essere condivise.
- Rendere le informazioni disponibili/usare nuove tecnologie digitali: le informazioni sui luoghi ebraici sono più utili quando largamente disponibili. Gli sforzi dovrebbero continuare ed espandersi in modo tale da rendere la documentazione pubblicamente accessibile in centri di ricerca e tramite pubblicazioni e anche presentazioni online, il tutto considerando le problematiche di sicurezza e privacy. Le nuove tecnologie, dalle app per smartphone alla documentazione digitale e alla scansione avanzata, necessitano di essere affrontate come parte della ricerca, documentazione e promozione del patrimonio culturale ebraico.
- Networking e collaborazione/visione strategica: le comunità ebraiche e le istituzioni dovrebbero lavorare insieme il più possibile al fine di condividere informazioni esistenti, metodologie e tecnologie, e per sviluppare nuovi obiettivi e strategie compatibili per ottimizzare la cura e la gestione delle proprietà ebraiche storiche. Inoltre, le comunità ebraiche dovrebbero anche cercare partner tra le ONG, ed enti locali, civici e politici, così come di individui che provengano da fuori le comunità ebraiche; e viceversa.
- Sviluppo dello scopo ultimo: le comunità ebraiche e gli enti turistici e culturali locali (quali ONG, enti civici, individui ecc.) dovrebbero lavorare insieme per sviluppare percorsi culturali a livello regionale, nazionale e transfrontaliero, così come progetti locali
- “Ritorno al Futuro”: a Venezia, Napoli, Padova ed Essen, a causa del COVID, tornano ad essere utilizzate sinagoghe non più in uso da molto tempo
- Alla scoperta dei beni culturali ebraici nella Digital Library del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC)
- Anniversario degli anniversari: 150° anniversario dell’inaugurazione della sinagoga di Via Rumbach a Budapest, Ungheria
- Bosnia-Erzegovina: gruppo giovanile musulmano organizza la pulizia del cimitero ebraico di Tuzla
- Convegno, Ottobre 2017: Turismo al patrimonio culturale ebraico nell’era digitale
- Have Your Say: Salvare i cimiteri ebraici: lo dobbiamo agli assassinati
- Italia: Costituito un nuovo itinerario del patrimonio ebraico nella regione Marche
- Italia: il Touring Club Italiano pubblica una guida sull’Italia ebraica
- Italia: le lapidi ebraiche di Bologna del XVI secolo
- Italia: le meravigliose sinagoghe del Piemonte e le sfide del turismo
- Italia: Nove anni dopo il terremoto del 2012, qual è la situazione dei siti del patrimonio ebraico danneggiati dal sisma?
- Italia: raro filmato dell’inaugurazione della sinagoga di Livorno, 1962
- Italia: Venosa, un tesoro di catacombe e altri beni culturali ebraici risalenti all’epoca romana
- Jewish Heritage Europe: un’anteprima dei piani per il nostro decimo anniversario
- L’Opera del Tempio ebraico di Firenze celebra 25 anni di conservazione del patrimonio ebraico in Toscana
- La Lecce ebraica medioevale e il suo “non si sa di sicuro” museo
- Proteggere sinagoghe in tempi di guerra: fornite informazioni alle autorità militari per prevenire (si spera) che le sinagoghe vengano prese di mira in conflitti armati
- Riflessioni di Ruth Ellen Gruber, direttrice di Jewish Heritage Europe, a vent’anni dall’istituzione della Giornata Europea della Cultura Ebraica