Turismo al patrimonio culturale ebraico nell’era digitale
23-25 ottobre 2017, Venezia
La conferenza dal titolo “Jewish Heritage Tourism in the Digital Age”, svoltasi a Venezia dal 23 al 25 ottobre 2017, ha riunito circa 90 partecipanti da tutta Europa, oltre che da Israele e dagli Stati Uniti. Tra gli oltre 30 oratori hanno figurato accademici ed analisti, guide turistiche e professionisti dell’ambito turistico, personale museale, rappresentanti delle comunità ebraiche, ed altri esperti.
NOTA BENE: abbiamo pubblicato i video di tutte le presentazioni, suddivisi per comitati di discussione, su un canale Youtube ad hoc.
Organizzata da Jewish Heritage Europe unitamente alla Fondazione Rothschild Hanadiv Europe e Beit Venezia, la conferenza è risultata come un seguito specializzato del Seminario sulla Gestione dei Beni Culturali Ebraici Materiali, tenutasi a Cracovia nell’aprile del 2013, e della Conferenza Interdisciplinare sui Cimiteri Ebraici in Europa, svoltasi a Vilnius nell’ottobre del 2015.
In qualità di organizzatori, il nostro obiettivo è stato quello di ospitare la piu’ ampia gamma possibile di relatori – tanto in termini geografici quanto tematici – e non è stato un compito facile quello di scelglere un numero ristretto di oratori. Per questo motivo è stato per noi un piacere vedere la partecipazione di tanti altri partecipanti individuali che si sono registrati per assistere all’evento.

Le sessioni della conferenza sono state ospitate nella sala riunioni della Comunità Ebraica di Venezia, la Sala Montefiore, ed anche al ristorante kosher Ghimel Garden in Campo del Ghetto Nuovo.
Gli argomenti chiave della discussione sono stati le sfide e le opportunità legate al turismo ed ai viaggi legati al patrimonio ebraico in Europa, tanto laddove ancora oggi vi siano comunità ebraiche attive, quanto in quei luoghi in cui vi siano siti d’interesse culturale ebraico ma non una comunità ebraica organizzata.

Gli oratori hanno affrontato il tema della crescente diversità e carattere del turismo ebraico o collegato al patrimonio ebraico in Europa, tanto per un pubblico di religione ebraica che non. Nello specifico, alcuni relatori sono intervenuti sul tema di come gestire i flussi turistici, o la creazione e fattibilità di itinerari ebraici. Inoltre, si è anche discusso circa le nuove tecnologie, tra cui applicazioni per smartphone, musei interattivi, siti internet, e simili.

La conferenza ha ospitato inoltre sessioni tematiche specifiche, le quali si sono focalizzate sui seguenti temi: 1) l’interpretazione dei luoghi del patrimonio ebraico, 2) marketing dei beni culturali ebraici, 3) mappatura, itinerari, e turismo virtuale, 4) gestione dei turisti, 5) turismo come educazione, 6) “Festival Judaism” ed i Festivals della Cultura Ebraica, 7) quartieri ebraici/network di luoghi ebraici.
La prima sera della conferenza ha visto la coordinatrice di JHE, Ruth Ellen Gruber, dialogare col Prof. Shaul Bassi, co-fondatore di Beit Venezia, celebrando così i 25 anni dalla prima edizione del suo libro “Jewish Heritage Travel” e i 15 dalla pubblicazione di un altro suo libro, “Virtually Jewish”.

La discussione è rimasta sempre viva, intensa e stimolante, tanto durante le sessioni formali, quanto nelle pause caffè e durante i pasti.
I partecipanti hanno avuto inoltre l’opportunità di prendere parte ad un’esperienza turistica ai beni del patrimonio ebraico, ossia un tour guidato al Museo ebraico di Venezia (ed a tre delle cinque sinagoghe del Ghetto), e/o una visita all’antico cimitero ebraico del Lido, risalente al XIV secolo. Ad accompagnare i partecipanti all’interno del cimitero ebraico è stato Aldo Izzo, ottuagenario capitano di mare in pensione che cura questo luogo da oltre trent’anni.
La conferenza si è conclusa con un’ampia tavola rotonda incentrata sulle sfide riguardanti le attrazioni turistiche in tre città nelle quali il turismo di massa rappresenta una realtà, ossia: Venezia, Cracovia ed Amsterdam.
“Uno dei punti al centro della stimolante tavola rotonda finale […] è stato proprio l’aspetto umano dei beni culturali e la preservazione della memoria legata alle persone e la fragile natura di questi “monumenti” umani”, ha scritto sulla propria pagina facebook SeeVenice Guided Tours by Luisella Romeo. “Aldo Izzo ha impartito una lezione a ciascuno di noi. In primo luogo, in quanto persona che ha lavorato nella preservazione della memoria contro l’oblio, ed in secondo luogo come persona che ricorda altre persone”.

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